«Adolescenti “dipendenti” dagli smartphone, ecco come i genitori possono essere d’aiuto»
Negli adolescenti l’eccessivo utilizzo dei dispositivi elettronici può diventare una forma di dipendenza che può portare al punto di trascurare lo studio, il lavoro e la vita sociale. Pressione sociale, bassa autostima e autocontrollo sono alcuni fattori di rischio che creano il disturbo.
I rischi collegati all’uso problematico dello smartphone (PSU), però, non si limitano al ritiro sociale che, se protratto, può condurre a stati di depressione e ansia (Yang et al., 2020). Alcuni studi hanno trovato un’associazione tra dipendenza da smartphone e problematiche come funzioni cognitive compromesse, dieta malsana e cambiamenti nel volume di materia grigia del cervello (Wacks & Weinstein, 2021).
«Questo disturbo- spiega Veronica Tranchida, psicologa e psicoterapeuta- è caratterizzato da un forte desiderio di utilizzo dello smartphone, associato a un intenso sentimento di angoscia quando è necessario interromperne l’uso. Una migliore comunicazione genitori-figli sul modo più appropriato di utilizzare il mezzo può portare, i figli, a ridurre significativamente l’uso problematico».
Pertanto, i genitori possono avere un ruolo cruciale: «Capita spesso che gli adulti tendano, attraverso processi attributivi inconsapevoli, a deresponsabilizzarsi, individuando ad esempio in internet l’ambiente elettivo dello sviluppo del disagio nelle nuove generazioni. La prima regola per un ruolo genitoriale adeguato è insita nella relazione tra genitori e figli. L’obiettivo è quello di far comprendere al figlio che si agisce educativamente in nome della crescita, dello sviluppo delle proprie potenzialità individuali. In tal senso è utile educare anche i genitori all’utilizzo responsabile degli strumenti tecnologici».

